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La Reggina Calcio, comunemente detta Reggina, è la principale società calcistica di Reggio Calabria. Milita attualmente nel campionato di Serie A. Ha ottenuto la sua prima promozione nella massima divisione nel 1999, ed è la squadra calabrese che conta più partecipazioni al campionato di Serie A[2], categoria nella quale ha colto il suo massimo risultato nel 2005 chiudendo al 10° posto in classifica. 

 

 

GLI ESORDI

 

Nel febbraio del 1925 alcuni tra i più famosi giocatori reggini cambiavano per la prima volta nella storia sponda dello Stretto, passando alla Juventus di Messina: erano Pasquale Rattotti e Ottavio Misefari, cresciuti nella Giovani Calciatori (poi denominata Juventus RC dopo la fusione con la Nuova Italia). Misefari e Rattotti sono stati definiti i più grandi giocatori reggini degli anni venti assieme a Pannuti e Suraci. I primi due tornarono successivamente a Reggio per ripassare nuovamente sulla sponda peloritana nell'U.S. Messinese, invece Pannuti e Suraci avevano già giocato in precedenza a Messina. Le ragioni di questi storici trasferimenti erano in particolar modo di tipo economico: ad esempio Misefari, detto Garibaldi, si trasferì a Messina con un ingaggio di cinquanta lire a partita, quando il costo medio del biglietto d'ingresso al campo era di mezza lira. All'epoca era frequente formare delle rappresentative di Reggio e Messina che sfidavano altre selezioni centro-meridionali. Inoltre alla fine del 1925 si svolse un incontro tra il Reggio (che avendo vinto il torneo di Catanzaro, veniva considerato campione regionale) e la Messinese (campione siciliano) col risultato di 2-2. Ma il Reggio ha breve vita: infatti a fine stagione terminerà la propria esistenza per motivi economici. Nel 1928 viene fondata l' Associazione Sportiva Reggina che vestirà i colori amaranto. Gli allenatori che si alternano alla guida della squadra nel 1928 e nel 1929 sono Zanghi e l'ungherese Wereb (che poi allenerà il Padova). Dal 1929 al 1932 la squadra viene affidata all'allenatore Attilio Buratti[3]. Il 5 gennaio 1930 gli amaranto sconfissero gli storici rivali del Catania per ben 11 a 0 (marcatori: Lomello 5, Bertini 3, Dossena 2, Murolo 1). L'11 gennaio 1931, nel corso del campionato di I Divisione, si disputò uno dei derby più sentiti nei primi anni del secolo contro il Messina. La vittoria andò alla Reggina per 4 a 0 (marcatori: Bertini, Ferrero, 2 Lomello).[4] Nel 1932, in occasione della settima giornata di campionato di prima divisione Reggina - Siracusa, viene inaugurato lo stadio Michele Bianchi dove oggi sorge l'attuale Oreste Granillo di Via Galilei, nella zona sud della città. La partita si concluse con il risultato di parità a reti inviolate. Al termine del campionato 1934-1935 l'A.S. Reggina si scioglie. Nel frattempo però le scene del calcio reggino vengono occupate da una nuova società: la Società Sportiva Dominante che riesce a conquistare la promozione in Serie C vincendo il campionato di I Divisione nel 1937. Tuttavia l'anno successivo la squadra retrocede, e al termine del campionato di I Divisione del 1939-1940 la Dominante cessa di esistere. 

 

Gli Anni 2000 e la Serie A

 

Nella stagione 1999/2000 la Reggina conquista una meritata salvezza, con un grandissimo campionato. In questa stagione è Franco Colomba l'allenatore che, grazie anche ad un grandissimo organico formato tra gli altri da giocatori del calibro di Andrea Pirlo, Roberto Baronio, Mohammed Kallon, centra la salvezza con una giornata d'anticipo rispetto alla fine della stagione, il 7 maggio 2000 (Reggina - Verona 1-1). Nella stagione 2000/2001 la squadra amaranto, sempre allenata da Franco Colomba, ha un pessimo inizio di campionato (otto sconfitte consecutive dalla seconda alla nona giornata) ma si riprende e riesce a recuperare, grazie anche ad imprese come il goal realizzato dal portiere Massimo Taibi in Reggina-Udinese, e chiude tredicesima a 37 punti a pari merito con Lecce e Verona. In base ad una peggiore classifica avulsa deve giocare lo spareggio per non retrocedere contro il Verona, e dopo aver perso a Verona per 1-0 il 21 giugno 2001 vince, tre giorni dopo, a Reggio Calabria ma solo per 2-1, con il gol del Verona segnato a pochi minuti dalla fine della partita che la condanna alla retrocessione in Serie B. Nella stagione 2001/2002 i calabresi, ancora allenati da Franco Colomba, mantengono in organico molti giocatori da Serie A come il cileno Jorge Vargas, il ceco Martin Jiranek, il brasiliano Mozart, Francesco Cozza, il portoghese José Mamede e si presentano con una coppia d'attacco formata da Davide Dionigi e Gianluca Savoldi (figlio del noto Beppe) ottenendo la promozione ai danni del Napoli, piazzandosi terza con una giornata d'anticipo. Nella stagione 2002/2003 la Reggina, allenata da Bortolo Mutti, inizia male, tanto che il tecnico viene sostituito alla nona giornata da Gigi De Canio. Importanti innesti arrivano però con il mercato di gennaio: si tratta dell'esperto difensore Stefano Torrisi, dei due esterni Gianluca Falsini e Aimo Diana e del bomber Bonazzoli, che si vanno ad affiancare all'altro attaccante David Di Michele e ai due fantasisti Francesco Cozza e Shunsuke Nakamura. Gigi De Canio mette in campo una squadra molto offensiva (due esterni, due trequartisti e due punte) e riesce a risalire sino al dodicesimo posto in compagnia di Modena, Empoli ed Atalanta. Ancora una volta la classifica avulsa costringe la Reggina a spareggiare, questa volta con l'Atalanta. L'andata dello spareggio si gioca a Reggio Calabria il 29 maggio 2003 e finisce 0-0. Il ritorno, in programma per il giorno 1° giugno, viene posticipato di un giorno a causa di un violento acquazzone. La Reggina, dopo essere passata in svantaggio, si impone per 2-1 con le reti di Francesco Cozza ed Emiliano Bonazzoli. Nella stagione 2003/2004 la Reggina inizia con alla guida ancora Franco Colomba, che viene sostituito dopo qualche giornata da Giancarlo Camolese, e arriva quattordicesima salvandosi senza particolari affanni. Contribuiscono alla salvezza, oltre ai giocatori già presenti nel campionato precedente, il centrocampista Giacomo Tedesco e il difensore Andrea Sottil. Nella stagione 2004/2005 la Reggina affida la panchina a Walter Mazzarri, che nel campionato precedente aveva guidato il Livorno in Serie A, e chiude con un tranquillo nono posto. Ritornano in questo campionato i derby con il Messina che per la prima volta si disputano in Serie A (la Reggina li perde entrambi). Nella stagione 2005/2006 approdano alla squadra molti giocatori esordienti nella massima categoria preannunciando un cammino difficile per la salvezza, dovuto anche alle simultanee cessioni di pilastri della squadra dello stretto quali il capitano Mozart, il talento orientale Shunsuke Nakamura e la punta Emiliano Bonazzoli; sorprendentemente il tecnico Walter Mazzarri (alla seconda stagione in amaranto) riesce a centrare l'obiettivo a tre giornate dalla fine del torneo grazie ad una storica vittoria nel "derby dello stretto" con il Messina per 3 a 0 , lanciando anche nuovi talenti (quali Davide Biondini, Antonio Giosa) e facendo giocare giocatori più maturi (Nicola Amoruso, Francesco Cozza, Gaetano De Rosa e Ivan Pelizzoli). A seguito dello scandalo di calciopoli, il 7 agosto 2006 la Reggina viene deferita per violazione degli articoli 1 e 6 del regolamento federale (illecito sportivo), essendo accusata per responsabilità diretta del presidente Lillo Foti di aver ottenuto illeciti vantaggi di classifica nella stagione 2004-2005 attraverso il controllo delle designazioni arbitrali. Con il processo iniziato il 13 agosto 2006 la società rischia la retrocessione in Serie B; ma a processo concluso, la Reggina viene condannata a scontare quindici punti di penalizzazione nel campionato di Serie A 2006-2007. La pena viene confermata dalla Corte Federale il 26 agosto 2006 e il Presidente Foti viene squalificato per 2 anni e 6 mesi. Il 12 dicembre 2006 arriva però una riduzione di 4 punti, portando così a 11 i punti di penalizzazione. Nonostante la penalizzazione, la Reggina conquista 51 punti in 38 giornate di campionato (40 punti considerando la penalizzazione) e batte molti record grazie soprattutto all'apporto decisivo della coppia più prolifica del campionato: Nicola Amoruso (17 gol) e Rolando Bianchi (18 gol). Il 27 maggio dunque la Reggina conferma la sua permanenza in Serie A, apprestandosi a disputare l'ottava stagione nel massimo campionato (di cui sei consecutive) e passando così ad essere la squadra calabrese maggiormente presente in Serie A. Per la stagione 2007/2008, la Reggina si priva dell'allenatore Mazzarri (passato alla Sampdoria), del capitano Alessandro Lucarelli (al Siena, ma passa subito al Genoa), di Giandomenico Mesto (all'Udinese), di Pasquale Foggia (fine prestito, al Cagliari), di Giacomo Tedesco (che sceglie la propria Sicilia per concludere la carriera, accasandosi al Catania) e del bomber Rolando Bianchi (al Manchester City, per 15 mln di euro, cifra record per la società). La Reggina, reduce da una salvezza miracolosa, si affida al giovane allenatore Massimo Ficcadenti ed a molti volti nuovi italiani e stranieri, mentre torna lo storico capitano "Ciccio" Cozza (dal Siena). La stagione non comincia nel migliore dei modi, e a farne le spese è proprio Ficcadenti dopo una disastrosa sconfitta in casa per 1-3 col Livorno, ed è subito sostituito il giorno dopo con l'esperto Renzo Ulivieri. Con il nuovo tecnico, la squadra raggiunge le prime vittorie stagionali, ma il 3 marzo 2008, dopo una deludente striscia di sconfitte e, per ultimo, uno scialbo 0-0 casalingo con il Palermo, Renzo Ulivieri viene esonerato e sostituito con Nevio Orlandi. Dopo un emozionante finale di campionato, la Reggina centra la salvezza con una giornata di anticipo l'11 Maggio, grazie a tre vittorie consecutive, 2-1 in casa col Parma, 2-1 a Catania, e infine battendo nella penultima giornata l'Empoli in casa per 2-0. Per la stagione 2008/09, il 3 giugno viene confermato alla guida tecnica della squadra Nevio Orlandi[5]. 

 

 

Fonte Wikipedia

 

 

 

 

 

 

 

 


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