La Società Sportiva Lazio 1900, nota come S.S. Lazio o, più semplicemente, Lazio, è una società polisportiva fondata a Roma il 9 gennaio 1900.
Nata come società podistica agli inizi del secolo, ha incrementato nel corso degli anni il numero di discipline praticate, tanto da divenire la più grande polisportiva d'Europa.[1] La sezione calcio è nata nel 1910,[2] sesta in Italia per ordine di antichità tra quelle attualmente attive[3].
Nel corso della sua storia ultracentenaria è arrivata due volte prima in campionato, tre volte seconda e sei volte terza. Tra i trofei più importanti ha vinto quattro volte la Coppa Italia (1958;1998;2000;2004), due volte la Supercoppa Italiana (1998;2000), una la Coppa delle Coppe (1999), una volta la Supercoppa Europea (1999), due volte la Coppa delle Alpi (1961;1971) ed una volta la Coppa Italo-Francese (1960).
Storica è la rivalità della sua tifoseria con i "cugini" della Roma con cui la Lazio condivide lo Stadio Olimpico. Gli ultras della curva hanno stretto un solido gemellaggio con i tifosi di Inter, Hellas Verona e con gli ultras internazionali di Real Madrid ed Espanyol.Inoltre esiste un rapporto di reciproco rispetto con le tifoserie di Triestina e Chieti.
Attualmente, la Lazio è la sesta squadra d'Italia per numero di tifosi, dietro Juventus, Milan, Inter, Napoli e Roma.[4]
Il simbolo della squadra è l'aquila, mentre i colori sociali sono il bianco e il celeste.
GLI ESORDI
La Società Sportiva Lazio nasce a Roma il 9 gennaio 1900 in Piazza della Libertà, tra il rione Prati e l’odierno quartiere della Vittoria. A fondarla sono nove giovani romani ispirati dall'ideale sportivo e dall'entusiasmo della I Olimpiade svoltasi ad Atene nel 1896. I colori sociali scelti sono infatti quelli della bandiera greca, mentre il simbolo è l'aquila dell'antica Roma[6]
La targa affissa a Piazza della Libertà (Roma, Prati)
La targa affissa a Piazza della Libertà (Roma, Prati)
Fondatori della società sono stati: Odoacre Aloisi, Arturo Balestrieri, Giacomo Bigiarelli, Luigi Bigiarelli (sottoufficiale dei bersaglieri), Alceste Grifoni, Giulio Lefévre, Galileo Massa, Alberto Mesones ed Enrico Venier. A loro ricordo nel 2000, in occasione del centenario, è stata affissa in Piazza della Libertà una targa per ricordare i loro nomi, voluta dall'allora presidente laziale Sergio Cragnotti.La prima partita di calcio (seppure non ufficiale) viene disputata il 16 maggio 1902 in Piazza d'Armi, vicino a Piazza Mazzini, e vede la Lazio battere la Virtus (squadra nata da una polemica scissione dalla stessa Lazio) per 3-0 con tripletta del centrattacco Sante Ancherani. La Lazio, pertanto, rivendica l’introduzione del calcio - nella forma oggi conosciuta - nella Capitale. Le prime partite giocate a Roma secondo le regole dell’Association football stabilite dall’IFAB si tengono nel 1901 tra squadre composte da associati della Lazio, laddove altre formazioni estemporanee, di cui rimangono frammentarie tracce nelle cronache di fine secolo, giocano un calcio non aderente alle regole del gioco, in quanto praticato come forma ibrida tra calcio e rugby.
Negli anni successivi la Lazio inizia a confrontarsi con altre realtà calcistiche italiane, in particolare del centro-Italia, anche se tali confronti non si svolgono mai a livello ufficiale[7].
La Lazio del 1907
La Lazio del 1907
Nel 1907 la Federazione Italiana Football (futura FIGC) sponsorizza il Campionato Romano di I Categoria, che si conclude con la vittoria della Lazio in finale sulla Virtus. Tale successo, tuttavia, non costituisce titolo per un'eventuale ammissione ufficiale alle fasi successive del campionato nazionale.
Con l’estensione del campionato nazionale da parte della FIGC al centro-sud, il Campionato Romano viene declassato a III Categoria, impedendo così nuovamente la partecipazione della Lazio al torneo nazionale. Nel 1913 la FIGC riforma il campionato e ammette alla Prima Divisione le squadre del centro-sud, che giocano in un girone autonomo. La finale scudetto viene giocata tra le vincitrici dei gironi nord e quelle del centro-sud.
È la Lazio la prima squadra campione del centro-sud. La finale scudetto venne disputata contro la Pro Vercelli, e viene vinta dai piemontesi per 6-0. In seguito la Lazio, prima dell'introduzione del Girone Unico, giunge alla finale nazionale per lo scudetto in altre due occasioni, nel 1914 sconfitta dal Casale, e nel 1923 sconfitta dal Genoa.
Nel 1927, il Partito Nazionale Fascista è nel pieno dello sforzo propagandistico per tentare di ridisegnare una nuova mappa dell’identità culturale italiana. Nei piccoli borghi vengono ricreate sagre e feste paesane, i grandi centri urbani vedono, tra l'altro, il sorgere delle squadre cittadine. Così, in modo analogo a quanto accadeva a Firenze, Napoli, e nel resto d'Italia, si decise di unificare le squadre di calcio romane in un unico club; cinghia di trasmissione della propaganda mussoliniana nel cuore dei ceti popolari romani.
Giorgio Vaccaro
Giorgio Vaccaro
A contrastare il tentativo di unificazione c'è il generale della Milizia Giorgio Vaccaro, che riesce a convincere i gerarchi a non includere la Lazio nella nuova associazione[8][9]. Dopo la guerra, Vaccaro diventerà anche presidente della Lazio nel 1965.
Gli Anni Recenti
La Lazio inizia nel migliore dei modi la nuova stagione, mettendo in bacheca un nuovo trofeo: la Supercoppa Italiana, sconfiggendo all'Olimpico per 4 a 3 l'Inter. L'inizio scoppiettante fa pensare ad un'altra grande stagione di vittorie in riva al Tevere, e infatti la Lazio chiude con un decoroso terzo posto in campionato, a 6 punti di distanza dai cugini della Roma vincitori dello scudetto. La dirigenza decide di sostituire Eriksson, con Dino Zoff, che era stato il suo predecessore.
La stagione successiva segna l'ultimo anno intero del presidente Sergio Cragnotti, e il calciomercato presenta un gran numero di cessioni ma anche buoni acquisti[20]. In campionato la Lazio riesce ad inserirsi nella lotta per lo scudetto, ma infine conclude solo sesta, mentre in Champions League esce praticamente subito.
Dopo vari cambi di allenatori arriva Roberto Mancini, idolo dei tifosi biancocelesti, reduce dalla sua prima stagione da tecnico in una Fiorentina allo sbando. Nonostante i gravi problemi finanziari, la Lazio vola in campionato e infine centra un inatteso quarto posto. La stagione europea si rivelerà invece beffarda: la Lazio verrà fermata 4 a 1 dal Porto in semifinale e dirà addio al sogno di portare a Roma quella coppa persa nel 1998 a Parigi.
Roberto Mancini
Roberto Mancini
Tra i più importanti eventi della stagione c'è da segnalare l'addio del presidente Sergio Cragnotti nel gennaio del 2003. Chiuderà la sua storia in biancoceleste come il più vincente presidente di tutti i tempi nella capitale, superando Dino Viola e Lenzini.
La stagione successiva la squadra capitolina conclude sesta, sprecando la possibilità di arrivare ad una migliore posizione perdendo la penultima partita contro il Brescia[21]. In Champions League esce nella fase a gironi, mentre è decisamente più fortunata l'avventura in Coppa Italia, che vince dopo una bella e schiacciante vittoria sui campioni d'Europa del Milan e dopo una finale spettacolare con la Juventus.
L'anno successivo salutano Roma [vari calciatori importanti e l'allenatore Roberto Mancini con tutto il suo staff; inoltre mancano i soldi per i rinnovi contrattuali di alcuni giocatori. Ciò che rimane alla Lazio è un pugno di mosche o poco più. L'amministratore Masoni, che aveva sostituito Baraldi, dichiara che se la Lazio non incasserà almeno 80 milioni di euro dall'aumento di capitale la Lazio è destinata a fallire.
Il 19 luglio il presidente Ugo Longo annuncia però che la Lazio ha trovato il suo nuovo presidente: si tratta di Claudio Lotito che dopo una faticosa trattativa porta alle casse laziali 21 milioni di euro, scatenando l'entusiasmo dei tifosi laziali.[22]
La società, nonostante l'arrivo del nuovo presidente e di nuova liquidità, rischia comunque di fallire a causa di un debito accumulato con l'erario di circa 110 milioni di euro. Per scongiurare questo rischio la dirigenza intraprende una trattativa con l'Agenzia delle Entrate che si conclude con l'ammissione della Lazio ai benefici del decreto legge 138 dell'agosto del 2002, convertito in legge 178/02[23]. In tal modo viene concessa una dilazione del debito in 23 anni.
Goran Pandev
Goran Pandev
Come allenatore viene scelto Domenico Caso, e la campagna estiva sarà solamente di puro rattoppamento. In questo clima di incertezza alcuni giocatori iniziano a chiedere di lasciare il club, e così inizia la difficile stagione della Lazio. Dopo una serie di partite abbastanza negative, il presidente Lotito opta per l'esonero del tecnico Domenico Caso, e incarica l'esperto Giuseppe Papadopulo di guidare la Lazio. L'esordio di Papadopulo è nella stracittadina contro la Roma: nonostante le assenze nella formazione, il risultato è di 3-1 per la Lazio. Papadopulo confermerà la piacevole impressione non solo centrando la salvezza ma addirittura la qualificazione all'Intertoto, manifestazione dalla quale usciranno per opera dell'Olympique Marsiglia in semifinale.
Nonostante Papadopulo abbia centrato più dell'obiettivo fissato dal presidente, non rimane sulla panchina laziale: Lotito decide di chiamare un nuovo tecnico per la stagione seguente. Si chiama Delio Rossi, che fa arrivare vari giocatori importanti che porteranno la Lazio al sesto posto della classifica, appena dietro alla Roma ed entrambe si qualificano per la Coppa Uefa.
Nella settimana che accompagna l'ultima giornata del campionato 2005/2006 la Lazio viene coinvolta nell'affare "Calciopoli", uno scandalo calcistico riguardante la stagione 2004/2005. Per la squadra capitolina la penalizzazione sarà di 3 punti in campionato, e il sogno di giocare la Coppa UEFA centrata la stagione passata è definitivamente cancellato, siccome riceve una seconda penalizzazione di 30 punti validi per la stagione precedente.
In Coppa Italia il cammino della Lazio termina al terzo turno contro un tenace Messina che vince 4-3 tra le mura amiche, ma in campionato nonostante un brutto inizio di stagione centra un clamoroso terzo posto che permette alla squadra di centrare la qualificazione per l'ultimo turno preliminare di Champions League. Vince inoltre il derby d'andata 3-0, un distacco che contro i cugini in campionato non si era mai verificato prima.
Il calciomercato estivo 2007, nonostante la qualificazione alla Champions League 2008, continua nella filosofia del risanamento economico, con pochi colpi messi a segno da parte di Lotito. Il portiere Carrizo, grande promessa argentina, per problemi con il passaporto rimane in prestito al River Plate e la Lazio giocherà l'intera stagione senza un vero portiere titolare. Proprio in questa competizione la società capitolina, dopo aver superato brillantemente i preliminari, crolla nella fase a gironi piazzandosi ultima nonostante i sei punti conquistati. Sono decisive le sconfitte subite con Real Madrid e Olympiacos Pireo. La nota positiva è però Pandev che realizza 5 reti di cui 3 al Real Madrid.
In campionato, invece, non ripete le prestazioni fatte in precedenza e si piazza in dodicesima posizione senza qualificarsi in nessuna competizione europea. A novembre la società è scossa dalla morte del tifoso Gabriele Sandri ucciso da un poliziotto mentre riposava nell'auto nella quale con alcuni amici andava ad assistere alla sfida contro l'Inter. Fabio Firmani dedicherà il suo gol al Parma la domenica successiva al giovane tifoso che tra l'altro era amico del terzino Lorenzo De Silvestri: da quella sfida sotto la Curva Nord (ribattezzata Sandri) è appesa una grande immagine del giovane. In Coppa Italia, nonostante il buon inizio con l'eliminazione del Napoli e della Fiorentina, si ferma alle semifinali dove viene battuta dall'Inter 2-0 in una sfida sfortunata per la Lazio che coglie 2 legni prima di subire la beffa dei gol. L'unica soddisfazione che la stagione porta ai biancocelesti è la vittoria al 92' nel derby contro la Roma per 3-2.
Per la stagione 2008-2009 il presidente Lotito, in accordo con Delio Rossi, ha applicato una politica di rinnovamento della squadra, mettendo in disparte alcuni giocatori tra cui Stendardo, Behrami, Inzaghi, Pandev, Mutarelli, Baronio, Berni e il capitano Zauri non rientranti più nei piani della società [24]. Il nuovo capitano della Lazio sarà Tommaso Rocchi, che ha già indossato la fascia in occasione dell'infortunio dell'ex capitano, ora ceduto alla Fiorentina, Luciano Zauri. Delio Rossi ha inoltre inserito nel ritiro della prima squadra ad Auronzo di Cadore, valenti giocatori della Primavera. La novità del precampionato inoltre è l'inserimento dell'ex giocatore Tare nello staff dirigenziale.
Fonte Wikipedia